La porta sempre aperta, la voce dalla cucina
Il vetro appannato caldo sopra la finestrina
Il pane sopra il tavolo, il sugo già sul gas
E io correvo piccolo pensando solo a star
Le scarpe nel corridoio, la pioggia fuori già
Tu asciugavi il mondo con poca semplicità
Se arrivava un grido mi mettevi dietro te
Dicevi piano forte: Prima parla con me
Non eri fatta d'oro, ma valevi molto più
Facevi casa ovunque e non lo fai più tu
Eppure nei miei giorni ti sento ancora qua
Nei gesti senza nome che mi hai lasciato già
C'è un profumo di casa che ritorna da sé
Quando il mondo mi stanca e non so stare in me
C'è una mano invisibile che sistema il caos
Come facevi sempre senza chiedere applausi
Tagliavi le verdure come fosse una preghiera
Parlavi poco e bene, calmavi ogni bufera
Mi Davi il primo piatto e il pezzo migliore a me
Facevi finta niente, ma sceglievi sempre me
Nascondevi i miei sbagli sotto il grembiule blu
Dicevi: È solo un bimbo, non aggiungevi più
Adesso che son grande capisco la metà
L'altra metà la porto e la capirò più in là
Se esiste un paradiso avrà sedie da cucina
Una pentola che canta e luce la mattina
E quando verrà il giorno di rivederti lì
Ti dirò tutto quello che non ti dissi qui
C'è un profumo di casa che ritorna da sé
Quando il mondo mi stanca e non so stare in me
C'è una mano invisibile che sistema il caos
Come facevi sempre senza chiedere applausi
Se a volte resto perso nella velocità
Mi salva un tuo ricordo pieno di umiltà
Perché chi ama davvero non se ne va mai via
Rimane nelle cose di ogni giornata mia
La porta sempre aperta, la voce dalla cucina
Io resto ancora un bimbo quando il cuore s'inchina