I Musicisti di Mefistofele

Astrikos Katoikos

A Lipsia, nel chiarore della sera
Mefistofele sedeva col dottore
Vi diedi giovinezza e primavera
La scienza proibita e il suo splendore

Vi svelai i segreti della natura
I piaceri, le arti e la sapienza
Ma resta un prodigio che mi fa paura
Un'arte ribelle alla mia potenza

Faust contemplò la candela morente
Vi manca qualcosa, mio caro avversario
La musica nasce da un cuore vivente
E non si compra con alcun salario

A Padova, Tartini sognò uno straniero
Che gli apparve con modi cortesi
Portava un abito lungo e nero
E disse: Vi seguo ormai da mesi

Conoscete la mia composizione?
Ne conosco ogni nota e passaggio
Sapreste suonarla con perfezione?
Prestatemi il violino, abbiate coraggio

Tartini gli porse il proprio strumento
Il Diavolo eseguì una fuga magistrale
Un trillo si fece più rapido del vento
Poi precipitò in una scala infernale

Al primo chiarore, svanito l'incanto
Tentò di trascrivere quanto aveva udito
Ne nacque una sonata, sublime nel canto
Ma il tema più bello era ormai svanito

Passarono gli anni, in un teatro italiano
Paganini apparve, vestito di nero
Il violino fremeva nella sua mano
Mentre il pubblico attendeva il suo virtuosismo fiero

Le dame tremavano dietro i ventagli
I nobili sedevano pallidi in viso
Dal palco piovevano suoni selvaggi
E il Diavolo assisteva con un largo sorriso

Maestro, conosco la vostra bravura
Si dice che abbiate venduto la vita
Signore, la musica ignora la paura
La vostra proposta non m'è gradita

Vi offro una corda che mai si consuma
Un arco capace di vincere il fato
La gloria terrena svanisce qual bruma
Mi basta il violino che ho sempre suonato

Mefistofele rise, contrariato
La fama, maestro, vi renderà mio
Paganini rispose: Vi siete ingannato
Il pubblico inventa più inferni di Dio

A Parigi, più tardi, un pianista ungherese
Faceva tremare la sala gremita
Mefistofele ascoltò, con aria scortese
La folla dalla musica rapita

Franz Liszt, mi conoscete?
Da Goethe, naturalmente
E dunque mi temete?
Vi trovo divertente

Nel mio valzer siete il protagonista
Vi ho dato un passo agile e mordace
Speravo in un ritratto più realista
La vostra vanità non trova pace

Quel valzer mi rende uno zimbello
Vi ho dato un carattere brillante
Preferirei apparire più bello
Dovreste ringraziare il musicante

Tartini mi ascolta, poi mi tradisce
Paganini respinge la mia proposta
Liszt mi deride, la folla applaudisce
Occorre trovare una nuova risposta

In Russia, una notte di vento e tempesta
Mussorgskij componeva una visione
Sul monte incantato infuriava la festa
Fra streghe e demoni in processione

Mefistofele entrò dalla finestra
Osservò le pagine sul tavolino
Che razza di demoni avete in orchestra?
Mi fate sembrare un volgare assassino

È un sabba notturno, una festa infernale
Con streghe e fantasmi riuniti sul monte
Vi manca il buon gusto, mio caro mortale
Persino i demoni vi ridono in fronte

Siete voi che giudicate il mio spartito?
Avete mai composto una sinfonia?
Ho ispirato più d'un musicista erudito
Ispirare non basta, occorre maestria

Nel Mississippi, una strada deserta
Portava a un crocevia senza lampioni
La luna rischiarava la pianura scoperta
Un uomo provava accordi e canzoni

Robert Johnson, vi aspettavo da tempo
Mi dicono che cerchiate fortuna
La mia chitarra non segue il mio intento
Vorrei farla cantare davanti alla luna

Ho conosciuto violinisti famosi
Un pianista ungherese, un russo geniale
Con Faust ho discusso di affari curiosi
Ma voi possedete qualcosa di speciale

Robert sorrise, guardando lo straniero
Non so chi siano quei grandi signori
Se conoscete davvero il mistero
Mostratemi accordi migliori

Mefistofele prese la vecchia chitarra
Ne trasse un lamento di cupa dolcezza
La notte ascoltava quell'insolita gara
E Robert ammirò la sua destrezza

Qual è il prezzo? Domandò il cantante
Un concerto nel mio regno dannato
Sarete il quinto, mio illustre invitato
Con quattro maestri che ho già convocato

Hanno firmato anche loro il contratto?
Nessuno, e qualcuno mi ha persino insultato
Ma posso convocarli con un semplice atto
E voi sarete l'unico artista ingaggiato

E dopo il concerto sarò liberato?
È scritto nel patto, mio caro cantante
Avrete il talento che avete cercato
Per una notte al mio servizio, da musicante

Robert firmò sulla carta ingiallita
Poi riprese il cammino lungo la via
La notte gli parve diversa, infinita
Mentre provava una nuova melodia

Nel regno infernale, una sala sontuosa
Attendeva cinque artisti di varia provenienza
Una luce violacea, densa e misteriosa
Rendeva irreale la loro presenza

Tartini impugnava il violino incantato
Paganini provava un passaggio brillante
Liszt sedeva al pianoforte dorato
Mussorgskij studiava l'orchestra imponente

Robert Johnson accordava la chitarra
Mentre Faust consultava un antico trattato
Mefistofele, in veste bizzarra
Annunciò: Il concerto è preparato

Vi ho convocati per il mio piacere
Senza domandare consenso o favore
Stasera la musica è in mio potere
E il vostro concerto celebrerà il terrore

Paganini rispose con aria sprezzante
Non ho mai firmato nessun documento
Vi ho fatto venire, maestro arrogante
E non ammetto alcun impedimento

Liszt intervenne: Che bella riunione
Avete pensato anche al programma?
Suonerete per me, senza discussione
Che impresario, meritate un melodramma

Faust si alzò, con un sorriso discreto
Ricordate quel nostro antico argomento?
Vi dissi che l'arte possiede un segreto
Che sfugge persino al vostro intendimento

Tartini iniziò con un trillo leggero
Paganini rispose con furia elegante
Liszt diede al pianoforte un ritmo severo
Mussorgskij chiamò l'orchestra vibrante

Robert aggiunse una nota dolente
Un blues che mutava la fuga iniziale
Faust ascoltava, rapito e sorridente
Mentre il Diavolo smarriva il finale

Fermatevi, gridò Mefistofele, furente
Sono io che comando l'esecuzione
Ma il violino proseguì, indifferente
E il blues trascinò tutta la formazione

Quando l'ultima nota svanì nella sala
Il Diavolo cercò la propria scrittura
Sul foglio, la firma pareva una scala
E il patto era diventato partitura

Il patto è compiuto, disse il cantante
La notte promessa è ormai terminata
Mefistofele fissò la firma tremante
Ormai priva di forza, sulla carta mutata

Faust sorrise: Compraste un'esecuzione
Credendo di possedere anche l'arte
La musica sfugge alla vostra prigione
Nessun contratto può reclamarne una parte

Mefistofele tacque, seduto in disparte
Guardando i cinque maestri sorridenti
Aveva convocato i sovrani dell'arte
Ma la vittoria spettava ai suoi concorrenti


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